
Diamo visibilita’ a questa lettera di fine 2008 in quanto l’argomento sugli abusi edilizi nel Paese e’ un tema che interessa a molti Cittadini.
TITOLO DELLA LETTERA: AIUTATEMI! VOGLIONO DEMOLIRE LA CASA DI MIA MADRE, UNA SETTANTENNE VEDOVA E CARDIOPATICA. Aiutatemi a salvare casa di mia madre. Vogliono demolirle la sua unica abitazione, è una settantenne vedova e cardiopatica. Le è arrivato un ordine di demolizione per il giorno 12/12/2008 da parte della Procura di Viterbo. Il comune di Marta, in tutta questa penosa vicenda, sembra proprio che l’abbia abbandonata.
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Tag: abusivismo, casa, marta (vt)
Non sono pochi coloro che davanti a un deniego, costruiscono comunque un piccolo alloggio ecc. Probabilmente e’ reale l’esigenza di avere una casa di proprieta’, disponendo gia’ di un proprio terreno. Diverso sarebbe invece, secondo me, un abuso a fini commerciali. Ma per uso personale le amministrazioni dovrebbero andare maggiormente incontro ai cittadini. Marta rientra in questa statistica ovviamente.
Gli abusi a Marta ne sono parecchi. Probabilmente la necesità di costiure e’ molto sentita. A parita’ di condizioni tra Marta sul lago di Bolsena, e altri paesi sempre sul lago, la differenza e’ notevole. Marta ha troppe restrizioni paesaggistiche ecc.. basta andare in altri laghi per vedere che differenza esiste…. Fino a quando questo sistema resistera’? L’amministrazione comunale siamo sicuri che stia faendo le cose migliori per i cittadini’
Purtroppo la nostra Italia a differenza di altre nazioni con tutti i vincoli che sta ponendo per intere città soprattutto dove non esiste il movente vincolante tra l’altro un vecchia Legge del giugno del 1939, n. 1497; con una situazione demografica certamente variata nel tempo ancora essa viene applicata riteniamo comunque che ogni cittadino ha diritto alla porpira casa e se ne ha la facoltà sul proprio terreno deve poter costruirsi la propria casa altrimenti che diritto di proprietà sarebbe fra non molto ci vincoleranno anche l’aria che respiriamo troppe restrizioni roppe associazioni ambientaliste animaliste e altre fermano la crescita il lavoro e con essi anche la vita