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  IL LAGO, IL PORTO, IL FIUME E LE DUE ISOLE MARTANA E BISENTINA.

 

  IL LAGO DI BOLSENA

Il lago di Bolsena è un lago dell'Italia centrale formatosi oltre 300.000 anni or sono in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani appartenenti alla catena dei monti Volsini.

Numerosi sono gli insediamenti turistici, con

particolare propensione per il turismo a contatto con la natura, prevalentemente nei campeggi, agriturismi e "bed and breakfast".

Ha una forma ovale, tipica per la sua origine, ha due isole e un fiume emissario. Ha un'area totale di 113,5 km² (quinto in Italia), si trova a 305 m s.l.m., ha una profondità massima di 151 m e una profondità media di 81 m. È considerato il più grande lago d'origine vulcanica d'Europa.

Si trova interamente nel territorio della provincia di Viterbo e precisamente nella parte a Nord, detta Alta Tuscia. Per una parte considerevole è lambito dalla strada consolare Cassia, a pochi chilometri dal monte Amiata.

Il lago di Bolsena può vantare un ambiente naturale quasi completamente incontaminato ed è uno dei pochi grandi laghi italiani ad essere completamente balneabile. La pulizia delle sue acque (recita un detto dei pescatori che questo è "il lago che si beve!") ha garantito uno straordinario sviluppo di specie animali e vegetali, tra cui molte specie di alghe e piante subacquee quasi completamente scomparse in altri bacini.

Il lago iniziò ad essere popolato verso la fine del Neolitico quando lungo le sue rive sorsero diversi villaggi di palafitte. Fu poi abitato durante l’età del ferro e quella del bronzo ma i suoi insediamenti restarono fortemente condizionati dalle variazioni di livello delle acque, e conseguentemente dalla posizione della riva.

Sotto i Villanoviani sorsero i centri di Visentum (Bisenzio) e Volsinii (Bolsena) che raggiunsero un notevole grado di ricchezza e benessere, come dimostrano i numerosi reperti rinvenuti. Con gli Etruschi, il lago vive un periodo di grande splendore: secondo alcune ipotesi sulle sue rive, in una località incerta sorse il famoso “Fanum Voltumnae” un grandioso santuario dove si riunivano ogni anno le dodici città della Confederazione Etrusca. In questi anni si consuma lo scontro fra le due città su chi deve imporre il nome al lago. La spunterà Volsini.

I Romani giunsero qui nel 664 a.C., quando occuparono Volsinii e distrussero Visentum dopo un interminabile assedio. In seguito le due città vennero ricostruite e divennero dei municipi. Il lago è citato da Plinio nella sua Naturalis Historia e in età tardo-imperiale vive la drammatica vicenda di Santa Cristina, martire cristiana del III secolo che sarà proclamata successivamente patrona del lago.

I Longobardi e i Saraceni portarono le loro armi qui e saccheggiarono i principali centri urbani. Bolsena venne saccheggiata e un gruppo di abitanti porta le spoglie di santa Cristina sull'Isola Martana. Bisenzio viene distrutta e la sua sede vescovile è spostata a Castro. Sull’isola Martana, il re gotico Teodato, vi fece imprigionare e uccidere la cugina Amalasunta figlia di Teodorico. Il Medioevo fu per il lago un periodo di tristezza e di declino. A partire dal XII secolo, viene conteso tra i Comuni di Orvieto, Viterbo, la Chiesa e i potenti feudatari dei signori di Bisenzio. I paesi sulle rive vissero un periodo di costante declino e subirono frequenti saccheggi. Il grande poeta Francesco Petrarca, restò colpito dalla grave situazione e chiese a papa Clemente VI di intervenire. Clemente VI inviò il cardinale Egidio Albornoz che riuscì a riportare il lago sotto il controllo della Chiesa, ma lo scontento degli abitanti fu tale da scatenare violenti tumulti e ribellioni.

Fonte: wikipedia.org

Il lago lo si puo' visitare con il Servizio pubblico di navigazione da Capodimonte: Sito web: www.navigabolsena.com

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  IL PORTO DI MARTA

Piccolo ma funzionante, il porto e' fruibile un po' da tutti coloro che ne hanno necessità, in considerazione dei numerosi posti barca realizzati.

E' stato costruito alcuni decenni fà, e da subito è

stato utilizzato dai Cittadini locali e turisti.

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  IL FIUME MARTA

Il fiume Marta, chiamato anticamente Larthe, è l'unico emissario del lago di Bolsena; scorre nel Lazio, in provincia di Viterbo, nel territorio dei comuni di Marta, Tuscania e Tarquinia.

Lungo il corso del Marta sono presenti alcune

sorgenti termali e, come immissari, i torrenti Catenaccio e Traponzo.

La valle formata dal Marta è stata usata, fin dalla preistoria, come importante via di comunicazione e di transumanza.

Tra la foce del Fiume Marta e quella del Fiume Mignone, è stata istituita la Riserva Naturale di Popolamento Animale "Salina di Tarquinia".

Il Marta sfocia nel mar Tirreno, dopo un corso di circa 50 km, nei pressi di Tarquinia; presso la foce sorgeva, anticamente, il porto etrusco di Martanum.

Fonte: wikipedia.org

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LA SPIAGGIA - MARTA (VT)

  LE SPIAGGIE DI MARTA

Solitarie e amene, le due spiaggie si trovano ai lati del Paese. La piu' conosciuta e facile da raggiungere e' la spiaggia situata verso Montefiascone; molto lunga e alberata.

L'altra, un po' nascosta, si raggiunge soltanto a piedi

dalla località Pontone, situata verso Capodimonte.

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  L'ISOLA MARTANA

Situata di fronte al centro abitato di Marta, da cui prende il nome, l'isola Martana avrebbe custodito le spoglie di Santa Cristina con l'intenzione di evitare che cadessero preda dei barbari. L'isola Martana è stata, inoltre, al centro della tragica vicenda storica

di Amalasunta, regina dei Goti che prese il potere alla morte di Teodorico e, dopo essere stata portata con l'inganno sull'isola qui fu trucidata dal cugino Teodato.

Nel 1070 papa Gregorio VII vi trovò le ossa della martire di Bolsena, S. Cristina.

L'isola, disabitata, fu un tempo sede di un convento degli Agostiniani. Attualmente è proprietà privata e quindi non ne è possibile la visita.

Fonte: wikipedia.org

Il lago lo si puo' visitare con il Servizio pubblico di navigazione da Capodimonte: Sito web: www.navigabolsena.com
 

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  L'ISOLA BISENTINA
 
L'isola Bisentina è la maggiore del lago per superficie (17 ha) e può essere circumnavigata con le motobarche che partono dal vicino centro di Capodimonte. Conserva una natura quasi
incontaminata con folti boschi di leccio, giardini all'italiana, panorami incantevoli e numerosi monumenti. Sono un esempio la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, con l'imponente cupola realizzata dal Vignola, osservabile anche dalla riva occidentale del lago, il convento Francescano e e la villa dell'isola. Sono presenti sull'isola sette cappelle, tra le quali vi sono la Rocchina (il cui nome deriva dal fatto che riproduce, in dimensioni ridotte, la Rocca sulla riva di Capodimonte), la chiesa di Santa Caterina, la cappella del Crocefisso con affreschi del '400. Si ricorda anche l'orribile Malta dei Papa, carcere a vita scavato nella terra destinato ai condannati per eresia dotato di un solo piccolo buco per la luce. Si possono trovare anche due statue, di cui una monumentale, di leone: una locata sulle scale che portano alla cima del monte Tabor, l'altra, la più grande, sulla lingua orientale dell'isola. Si possono ammirare inoltre bellissime insenature, la cima collinare del monte Tabor, sotto la quale si trova un'antica colombaia, gli strapiombi rocciosi sull'azzurro del lago ad Est ed infine la parte verdeggiante sul lato meridionale verso il paese di Capodimonte. Gli etruschi e i romani hanno lasciato solo poche tracce della loro permanenza sull'isola. Nel IX secolo vi si rifugiarono gli abitanti della vicina Bisenzio (che gli diede il nome) distrutta dai Saraceni. A metà 1200 divenne proprietà dei signori di Bisenzio che in seguito a controversie con gli isolani l'incendiarono abbandonandola. Nel 1261, Urbano IV riconquistò l'isola che nel 1333 fu nuovamente distrutta da Ludovico il Bavaro, accusato d'eresia e scomunicato dal Papa. Proprietà dei Farnese dal 1400 conobbe un periodo di gran prosperità, fu visitata da numerosi Papi e dai Farnese e fu inglobata nei territori del ducato di Castro. Tornata alla Chiesa, nell'Ottocento divenne proprietà privata della locale famiglia aristocratica dei Principi del Drago che abitavano nel castello di Bolsena. La proprietaria attuale è la principessa Angelica del Drago. Qui sarebbe sepolto, nella tomba di famiglia, Pier Luigi Farnese, signore di Parma e Piacenza, condottiero militare, dalla discussa fama.

Durante la II Guerra Mondiale, il leccio millenario vicino al ponte, cavo all’interno, fu usato dagli uomini della famiglia del Drago e dai loro servitori per sfuggire ai Tedeschi. Si narra che la piccola Angelica del Drago andasse a portare i viveri ai rifugiati.

L’Isola Bisentina è stata sede, nell’estate 2002, del C.E. “Stupisciti di essere unico” e, nell’estate 2003, del C.E. “Oltre il Sogno l’Avventura” dei Reparti Hurricane e Nightingale del gruppo scout AGESCI Roma 121.

Fonte: wikipedia.org

Il lago lo si puo' visitare con il Servizio pubblico di navigazione da Capodimonte: Sito web: www.navigabolsena.com
 

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